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🔆sabato 7 febbraio2026

Anello di Magnaboschi a Cesuna

Accompagnatori FIE:  Beppe Casarotto e Filiberto Dal Dosso
 
🔴 Attenzione:in base alle condizioni meteo, 48 ore prima dell’inizio dell’escursione, verrà rilasciata una informativa volta a dare le ultime indicazioni sull’uscita.
 
 
🅿️🕘  RITROVO
 
🏞️ DESCRIZIONE e 🚶🏻‍♂️PERCORSO
Bellissimo percorso in mezzo a boschi, su vecchie strade forestali, con partenza dal tornante in prossinità dell’incrocio che porta al Monte Zovetto e al Kubelek, fino alla strada Sabbionara, poi al Monte Magnaboschi e proseguo fino al Rifugio “Bar Alpino”. Qui abbiamo organizzato un pranzo [facoltativo] con menù:
  • zuppa del giorno;
  • tagliere di salumi e formaggi del territorio con polenta e verdura cotta;
  • tagliere di dolci;
  • acqua, vino alla spina e caffè; 
  • 25€ a persona.

Il pomeriggio rientro per Val Magnaboschi, strada Esele e parcheggio.

 
Escursione aperta a tutti con prenotazione obbligatoria entro 48 ore prima dell’inizio.
 
🔴È richiesta buona preparazione fisica, abbigliamento e dotazioni adeguati alla stagione, calzature con suola antiscivolo, bastoncini da trekking

Distanza  : 5 km
Dislivello : 200 mt ↑ 250 mt ↓
Durata : 4 h
Difficoltà : E = Escursionistico
Trasporto : Mezzi propri
Pasto : Al sacco o in Rifugio
 
 
Link per:
 
Nota ambientale
 
Il percorso attraversa un territorio dove la natura conserva un equilibrio antico e silenzioso. Intorno al Rifugio Bar Alpino e lungo la Valle Magnaboschi, il paesaggio si compone di boschi ombrosi, radure luminose e sentieri che sembrano nascere spontaneamente dal terreno, modellati dal tempo, dall’acqua e dal passo paziente di chi li ha attraversati prima di noi.
 
Camminare qui significa rallentare e accordare il proprio ritmo a quello del bosco. I sentieri tracciati sono un invito a muoversi con rispetto, lasciando che il suolo, la vegetazione e le piccole forme di vita che lo abitano rimangano intatti. Ai bordi del cammino, muschi, fiori e giovani alberi raccontano una presenza discreta ma essenziale, che va osservata senza essere disturbata.
 
La fauna che vive in queste valli è spesso invisibile, ma sempre presente. Un fruscio tra le foglie, un canto lontano, un’ombra che si muove tra i tronchi ricordano che siamo ospiti di un ambiente vivo. Un passo leggero, un tono di voce basso e l’attenzione ai suoni del luogo permettono un passaggio rispettoso e consapevole.
 
La Valle Magnaboschi custodisce anche segni della storia dell’Altopiano: tracce di lavoro, di vita e di passaggi che fanno parte dell’identità di questo territorio. Sono testimonianze silenziose, da rispettare e preservare, così come il paesaggio naturale che le accoglie.
 
In questi luoghi nulla va tolto e nulla va lasciato se non le proprie impronte sul sentiero. Riportare con sé ogni rifiuto, evitare gesti inutili e mantenere un comportamento attento sono piccoli atti che contribuiscono a conservare l’armonia di questo ambiente.
 
Attraversare il bosco e la valle significa entrare in un dialogo silenzioso con la natura. Farlo con rispetto permette di coglierne la bellezza più profonda e di lasciarla intatta per chi verrà dopo di noi.
Generato da ChatGPT e verificato