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🔆 domenica 19 aprile 2026

COLLI EUGANEI MONTE VENDA

sentiero per esperti sulle creste del Parco Regionale dei Colli Euganei

Accompagnatori: AEN FIE Lorenzo Bertin, AE FIE Tarcisio Bellò, Giorgio De Franceschi

In collaborazione tra Montagne e Solidarietà, G.E. Severino Arigliani di Battaglia Terme e UPICT 

 
🏞️Descrizione 👣 Percorso

Percorso ad anello su strade asfaltate, sterrate e sentieri boschivi nel Parco Regionale dei Colli Euganei da Villa di Teolo, Monte Pendice, Monte Venda, Monte Baiamonte e Monte Pirio con variante. Dopo una breve salita in mezzo a un bosco in direzione del Monte Pendice, caratterizzato da pareti rocciose di trachite e usato come palestra di roccia, imbocchiamo il sentiero che passa vicino ai ruderi del castello di Speronella (vedi leggenda). Si prosegue il sentiero fino alla sella costeggiando le creste in direzione della chiesa di Castelnuovo. Si prende la mulattiera che sale attraversando uno splendido bosco di castagno e di faggio con a lato la vista delle forche del diavolo. Giunti nel versante a meridione, notiamo un cambio di vegetazione, ricca di piante e arbusti della macchia mediterranea, si continua il sentiero lungo un'antica mulattiera che un tempo serviva ai monaci del monastero del Monte Venda per andare verso la pianura vicentina (con splendidi scorci panoramici). Passiamo sotto i ruderi del Monastero degli Olivetani, imponente complesso monastico Benedettino di San Giovanni Battista del Venda venne insediato nel XII secolo dai monaci eremiti di Santa Giustina di Padova, ma alla fine del XIV secolo a causa di un periodo di crisi il vescovo di Padova decise di affidarlo ai monaci Olivetani ampliandolo nelle strutture, continuando a prosperare fino alla soppressione alla fine del XVIII secolo trasferendo i monaci per volere della repubblica di Venezia. Proseguiamo lungo il sentiero antico di pietra che ci conduce alle case più elevate dei Colli Euganei località Casa Brombolina di Massimo Barban dove ci fermiamo per il ristoro. Si riprende il cammino in direzione della forcella Baiamonte scendendo in un bosco di castagni e faggi in direzione agriturismo Cà Noale. Ci immettiamo in una zona prativa, che aggira il Monte Pirio fino a giungere alle Case Millanta. Attraversiamo un versante con una piantagione di vigne ove s'incontra una suggestiva cappella. Seguiamo la traccia che scende nel fitto bosco dove scorre un piccolo corso d’acqua seguiamo la carrareccia dritti fino a giungere al punto di partenza.

 
🔴È richiesta sufficiente preparazione fisica, abbigliamento e dotazioni adeguate alla stagione, calzature con suola antiscivolo, zaino da escursionismo medio [no micro zainetti], bastoncini da trekking e bevande disponibili.
 
 
Distanza  : 15,7 km
Dislivello : 680 mt ↑↓
Durata : 6 h e 10'
Difficoltà : EE=Escursionistico Esperti
Trasporto : Mezzi propri
Merenda : Al sacco o presso Case Brombolina[*]

 

[*] Menù proposto € 20 -  pasticcio alle verdure, tre tipi di affettati, un tipo formaggio, vino, acqua, dolci e caffè.

 

Nota Ambientale

La leggenda di Speronella

La vita di Speronella è piena di cronache storiche e di leggende. Speronella risulterebbe già sposata con Jacopino da Carrara nel 1163 o nel 1164, quando avrebbe divorziato (sembra che fosse una scelta comune per le ricche dame dell'epoca) per il vicario imperiale in Padova, il conte Pagano della Torre (1160-1163).

La leggenda invece narra che il conte Pagano la rapì portandola nella Rocca Pendice di Teolo e che, per vendetta, il fratello Dalesmannino organizzò l'assedio con i nobili di Padova, tra i quali Alberto da Baone e Azotto degli Altichieri, e che l'assedio portò, il 23 giugno 1164 alla sconfitta del rappresentante dell'imperatore Federico Barbarossa, dichiarando così la nascita del libero comune di Padova.

Sull'onda dell'esempio di Padova anche Treviso, Vicenza, Verona e molte altre città italiane si ribellarono al Barbarossa e diedero vita alla Lega Lombarda, costituita a Pontida il 7 aprile 1167. Successivamente ci fu la tregua di Venezia (27 luglio 1177) e la pace di Costanza (25 giugno 1183). A ricordo dell'evento del 23 giugno 1164 il libero comune di Padova istituì negli anni successivi una festa dei fiori e dei giochi. Per quanto riguarda la leggenda la bella Speronella sarebbe stata data in moglie a Pietro da Zaussano della famiglia dei Traversari, fratello di uno dei presunti liberatori.

Non è certo ma successivamente a Pietro, Speronella avrebbe sposato un tale Pietro da Gennaro e successivamente, nel 1170, sembra accertato che Speronella sposò Ezzelino II “il Monaco”, della famiglia degli Ezzelini, signore di Onara, attuale frazione di Tombolo. Non è certa la data ma, secondo lo storico padovano Giovanni Brunacci (1711-1772), Speronella abbandonò Ezzelino II per Olderico Fontana da Monselice, dal quale ebbe sicuramente un figlio, Jacopo da Sant'Andrea di Codiverno.

In occasione delle nozze di Francesca Trissino con Antonio Porto Barbarano, nel 1832, venne pubblicato il Brano di Novella di Jacopo Cabianca che in versi racconta lo storico ratto di Speronella.

Il Ratto di Speronella o Padova liberata è anche un poema scritto da G. S. Ferrari, dedicato al padre Eugenio.