[*] Menù proposto € 20 - pasticcio alle verdure, tre tipi di affettati, un tipo formaggio, vino, acqua, dolci e caffè.
Nota Ambientale
La leggenda di Speronella
La vita di Speronella è piena di cronache storiche e di leggende. Speronella risulterebbe già sposata con Jacopino da Carrara nel 1163 o nel 1164, quando avrebbe divorziato (sembra che fosse una scelta comune per le ricche dame dell'epoca) per il vicario imperiale in Padova, il conte Pagano della Torre (1160-1163).
La leggenda invece narra che il conte Pagano la rapì portandola nella Rocca Pendice di Teolo e che, per vendetta, il fratello Dalesmannino organizzò l'assedio con i nobili di Padova, tra i quali Alberto da Baone e Azotto degli Altichieri, e che l'assedio portò, il 23 giugno 1164 alla sconfitta del rappresentante dell'imperatore Federico Barbarossa, dichiarando così la nascita del libero comune di Padova.
Sull'onda dell'esempio di Padova anche Treviso, Vicenza, Verona e molte altre città italiane si ribellarono al Barbarossa e diedero vita alla Lega Lombarda, costituita a Pontida il 7 aprile 1167. Successivamente ci fu la tregua di Venezia (27 luglio 1177) e la pace di Costanza (25 giugno 1183). A ricordo dell'evento del 23 giugno 1164 il libero comune di Padova istituì negli anni successivi una festa dei fiori e dei giochi. Per quanto riguarda la leggenda la bella Speronella sarebbe stata data in moglie a Pietro da Zaussano della famiglia dei Traversari, fratello di uno dei presunti liberatori.
Non è certo ma successivamente a Pietro, Speronella avrebbe sposato un tale Pietro da Gennaro e successivamente, nel 1170, sembra accertato che Speronella sposò Ezzelino II “il Monaco”, della famiglia degli Ezzelini, signore di Onara, attuale frazione di Tombolo. Non è certa la data ma, secondo lo storico padovano Giovanni Brunacci (1711-1772), Speronella abbandonò Ezzelino II per Olderico Fontana da Monselice, dal quale ebbe sicuramente un figlio, Jacopo da Sant'Andrea di Codiverno.
In occasione delle nozze di Francesca Trissino con Antonio Porto Barbarano, nel 1832, venne pubblicato il Brano di Novella di Jacopo Cabianca che in versi racconta lo storico ratto di Speronella.
Il Ratto di Speronella o Padova liberata è anche un poema scritto da G. S. Ferrari, dedicato al padre Eugenio.